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sabato 12 settembre 2015
Prova ingresso abilità di lettura
materiali:
cronometro
cosa
fa l’alunno: legge il brano ad alta voce da un articolo di giornale
cosa
fa l’esaminatore
legge il titolo , non interviene per correggere , indica
col dito la riga giusta se l’alunno salta la riga , se una pausa è superiore a
5 secondi legge la parola seguente.
Annota il tempo di lettura (max 5 minuti)
Segna gli errori su una scheda di verifica
Valutazione:
Moltiplicare il tempo di lettura per 100 e dividere il
tutto per il numero di sillabe. Confrontare il risultato con la sottostante
tabella.
Se non si
possiedono i brani MT, si possono utilizzare brani tratti dall'antologia o dal
libro di italiano, della stessa classe frequentata dal bambino/ragazzo, giusto
per avere una prima idea della situazione. Non sarà certo il genitore o
l'insegnante, comunque, ad emettere una diagnosi!
Finale
III media
VELOCITA’
DI LETTURA MEDIA= 5.34 s /s
Deviazione
standard 1.06 s/s
|
Finale
I SUPERIORE
VELOCITA’
DI LETTURA MEDIA=4.75 s /s
Deviazione standard 1.0 s/s
|
Finale
II SUPERIORE
VELOCITA’
DI LETTURA MEDIA=6.14 s /s
Deviazione standard 1.25 s/s
|
Finale
III SUPERIORE
VELOCITA’
DI LETTURA MEDIA=6.55 s /s
Deviazione standard 1.15 s/s
|
Media = numero di sillabe lette al secondo dai normolettori di una particolare
fascia d’età (esiste anche la media per il numero di errori);
- Deviazione standard = è un sorta di intervallo entro il quale la media
può oscillare;
Ad esempio, in terza elementare (secondo alcune tabelle) la media nazionale per velocità di
lettura è di 2,99 sill/sec e la deviazione standard di 1,1 sill/sec.
Per definizione diagnostica, se la velocità di lettura di un soggetto si
discosta dalla media di 2 deviazioni standard, verso il punteggio inferiore,
allora il soggetto è certificabile come dislessico.
Prendendo l’esempio della terza elementare:
- un normo-lettore dovrebbe leggere intorno ai 2,99 sill/sec:
a) calcolo due deviazioni standard (1,1 x 2 = 2,2);
b) le sottraggo alla media: 2,99 – 2,2 = 0,79 sill/sec
0,79 sill/sec è il limite sotto il
quale un soggetto di terza elementare rientrerebbe nella diagnosi di dislessia.
Ecco due esempi:
Marco ed Enrico sono due bambini che frequentano la terza elementare, hanno difficoltà di lettura e possiedono un quadro neuropsicologico simile (QI, attenzione, memorie, linguaggio…).
Marco ed Enrico sono due bambini che frequentano la terza elementare, hanno difficoltà di lettura e possiedono un quadro neuropsicologico simile (QI, attenzione, memorie, linguaggio…).
Marco, rispetto ai suoi compagni, impiega circa il triplo del tempo: se
loro terminano la lettura di un brano in 10 minuti, Marco ne impiegherà più di
30 (legge ad una velocità di circa 0,70 sill/sec invece di 3,01); è molto
probabile che dopo 12-13 minuti sia stremato e si demoralizzi vedendo il resto
della classe già impegnato in altri compiti. Potrebbe, inoltre, essere giudicato
svogliato o poco intelligente.
Enrico, invece, impiega quasi il doppio del tempo a leggere lo stesso brano
(legge 1,50 sill/sec).
Dopo un primo esame diagnostico, Marco è certificabile come dislessico
(0,70<0 critica="" enrico="" la="" mentre="" sec="" sill="" soglia="" sopra="" trovandosi="">0,79 sill/sec) non viene certificato, anche se vive un disagio
notevole. 0>
Nella valutazione di Marco ed Enrico, dovrebbe essere prassi eseguire
un’indagine approfondita, una diagnosi neuropsicologica funzionale.
Marco, certificato a tutti gli effetti come dislessico, dovrà iniziare un
percorso abilitativo e di potenziamento presso specialisti, ma anche Enrico,
pur non essendo “etichettato” come dislessico dovrà essere seguito e potenziato
negli aspetti che l’indagine diagnostica isola come carenti.
In una classe di 25
alunni ci sono, in media, 1 o 2 bambini certificabili come dislessici. Gli
altri 23/24 leggono ad una velocità che varia dal confine con la dislessia fino
a raggiungere la media normale e oltrepassarla. Gli insegnanti, perciò, hanno
di fronte a loro una situazione estremamente varia: non esiste il "bambino
tipo", esistono 25 bambini diversi per velocità di lettura, QI e
componenti cognitive (attenzione, memorie…).
Dati tratti
dalla rivista Dislessia (Vol. 7, n. 1, gennaio 2010, scritto da Cesare
Cornoldi, Patrizio E. Tressoldi e Nicoletta Perini) .
martedì 3 novembre 2009
il ruolo del rappresentante di classe
All’inizio di ogni anno scolastico i genitori eleggono o riconfermano i rappresentanti
di classe. Ma che significato ha questa figura e la sua delega a rappresentare tutti i
genitori della classe?
Nella scuola di oggi i genitori possono avere funzioni di primo piano influendo su scelte organizzative e di indirizzo nella misura in cui si conoscono le normative in atto e i meccanismi di funzionamento. Il ruolo del rappresentante di classe è indubbiamente complesso e poco conosciuto e di conseguenza nella gran parte dei casi rischia di essere improvvisato e sminuito.
Di seguito vi aggiorno su quelli che istituzionalmente dovrebbero essere i compiti del RAPPRESENTANTE di classe:
1. Il rappresentante è il tramite tra i genitori che rappresenta e i docenti
2. instaura ed alimenta, nei limiti del possibile, relazioni costruttive con gli insegnanti
3. instaura ed alimenta, nel modo che ritiene più adeguato, relazioni costruttive con igenitori della propria classe
4. partecipa alle riunioni del consiglio di intersezione (che per la scuola dell’infanzia è costituito da:dirigente scolastico o suo delegato,docenti delle sezioni dello stesso plesso, un rappresentante dei genitori per ciascuna sezione;in cui è stato eletto
5. si tiene aggiornato sugli aspetti che riguardano la vita della scuola anche attraverso la partecipazione, con gli altri eletti, alle riunioni periodiche del Coordinamento dei Rappresentanti di classe
6. conosce il regolamento d’istituto
7. informa i genitori sulle iniziative proposte dal Consiglio di Interclasse
8. raccoglie e si fa portavoce di problemi, iniziative e proposte della propria classe presso il Consiglio di cui fa parte
9. si fa portavoce dei problemi della propria classe presso i rappresentanti del Consiglio di Istituto
10. promuove iniziative per coinvolgere nella vita scolastica i genitori che rappresenta.
Il Rappresentante non ha il diritto di:
11. occuparsi dei casi singoli
12. trattare argomenti di pertinenza di altri Organi collegiali inerenti la didattica o occuparsi del metodo di insegnamento
13. prendere iniziative che possano screditare l’istituzione scolastica: qualsiasi situazione delicata deve essere prima discussa collegialmente.
Il rappresentante di classe NON e' tenuto a:
- farsi promotore di collette
- gestire un fondo cassa della classe
- comprare materiale necessario alla classe o alla scuola o alla didattica
Gli argomenti che vengono trattati nei Consigli di Interclasse sono di solito:
· gli interessi, le difficoltà ed i problemi dell’età in cui si trovano gli alunni
· l’organizzazione di attività ed iniziative integrative all’offerta formativa: gite,
· visite d’istruzione, percorsi specifici
· lo sviluppo della collaborazione tra compagni di classe e tra famiglie ( es. per
· inserimento di alunni provenienti da altri paesi o in difficoltà )
· le condizioni ambientali in cui si svolgono le lezioni (es. aule, banchi, bagni ecc.)
· esprimere pareri sui libri di testo e sulle attività integrative di sostegno.
· Non possono essere trattati casi singoli.
di classe. Ma che significato ha questa figura e la sua delega a rappresentare tutti i
genitori della classe?
Nella scuola di oggi i genitori possono avere funzioni di primo piano influendo su scelte organizzative e di indirizzo nella misura in cui si conoscono le normative in atto e i meccanismi di funzionamento. Il ruolo del rappresentante di classe è indubbiamente complesso e poco conosciuto e di conseguenza nella gran parte dei casi rischia di essere improvvisato e sminuito.
Di seguito vi aggiorno su quelli che istituzionalmente dovrebbero essere i compiti del RAPPRESENTANTE di classe:
1. Il rappresentante è il tramite tra i genitori che rappresenta e i docenti
2. instaura ed alimenta, nei limiti del possibile, relazioni costruttive con gli insegnanti
3. instaura ed alimenta, nel modo che ritiene più adeguato, relazioni costruttive con igenitori della propria classe
4. partecipa alle riunioni del consiglio di intersezione (che per la scuola dell’infanzia è costituito da:dirigente scolastico o suo delegato,docenti delle sezioni dello stesso plesso, un rappresentante dei genitori per ciascuna sezione;in cui è stato eletto
5. si tiene aggiornato sugli aspetti che riguardano la vita della scuola anche attraverso la partecipazione, con gli altri eletti, alle riunioni periodiche del Coordinamento dei Rappresentanti di classe
6. conosce il regolamento d’istituto
7. informa i genitori sulle iniziative proposte dal Consiglio di Interclasse
8. raccoglie e si fa portavoce di problemi, iniziative e proposte della propria classe presso il Consiglio di cui fa parte
9. si fa portavoce dei problemi della propria classe presso i rappresentanti del Consiglio di Istituto
10. promuove iniziative per coinvolgere nella vita scolastica i genitori che rappresenta.
Il Rappresentante non ha il diritto di:
11. occuparsi dei casi singoli
12. trattare argomenti di pertinenza di altri Organi collegiali inerenti la didattica o occuparsi del metodo di insegnamento
13. prendere iniziative che possano screditare l’istituzione scolastica: qualsiasi situazione delicata deve essere prima discussa collegialmente.
Il rappresentante di classe NON e' tenuto a:
- farsi promotore di collette
- gestire un fondo cassa della classe
- comprare materiale necessario alla classe o alla scuola o alla didattica
Gli argomenti che vengono trattati nei Consigli di Interclasse sono di solito:
· gli interessi, le difficoltà ed i problemi dell’età in cui si trovano gli alunni
· l’organizzazione di attività ed iniziative integrative all’offerta formativa: gite,
· visite d’istruzione, percorsi specifici
· lo sviluppo della collaborazione tra compagni di classe e tra famiglie ( es. per
· inserimento di alunni provenienti da altri paesi o in difficoltà )
· le condizioni ambientali in cui si svolgono le lezioni (es. aule, banchi, bagni ecc.)
· esprimere pareri sui libri di testo e sulle attività integrative di sostegno.
· Non possono essere trattati casi singoli.
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